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Protocollo di controllo del rischio legionellosi nelle strutture sanitarie

  • 10 Novembre 2015

Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi del 7 maggio 2015: le novità principali – parte 4

Le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi pubblicate il 7 maggio 2015 individuano nelle strutture sanitarie le criticità che devono essere monitorate con maggiore attenzione poiché rappresentano quei contesti in cui, oltre alla possibilità di crescita del batterio, è evidente la ricettività dei soggetti ad esso esposti.

Sia nelle case di cura che negli ospedali infatti, ospiti e pazienti costituiscono per ovvi motivi la popolazione che ha la maggior probabilità di contrarre la malattia del legionario.

Per questo motivo vengono stabiliti criteri più stringenti nella valutazione del rischio legionellosi nelle strutture sanitarie che devono tenere in considerazione la tipologia dei reparti a cui fare riferimento, sia per quanto riguarda la sensibilità ed il livello di immunodepressione del paziente (centri trapianto, oncologie, ematologie, etc.), sia per quanto riguarda il contesto in cui lo stesso si trova ad interagire (parto in acqua, cure odontoiatriche, procedure inerenti le vie respiratorie, etc.).

Per quanto riguarda il campionamento, infatti, viene proposta una tabella (tabella 10) specifica per la determinazione del rischio negli impianti idrici (restano invece invariate sia la tabella relativa al rischio nelle torri evaporative che quella relativa alle vasche idromassaggio).

Tabella 11.           Tipi di intervento indicati per concentrazione di Legionella (UFC/L) negli impianti idrici a rischio legionellosi, esercitati in strutture nosocomiali/sanitarie.
Legionella (UFC/L) Intervento richiesto
Sino a 100 Nessuno
Tra 101 e 1.000 In assenza di casi: -Se meno del 30% dei campioni prelevati risulta positivo l’impianto idrico deve essere ricampionato, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi, dopo aver verificato che le correnti pratiche di controllo del rischio siano correttamente applicate. Se il risultato viene confermato, si deve effettuare una revisione della valutazione del rischio, per identificare le necessarie ulteriori misure correttive.
-Se oltre 30% dei campioni prelevati risulta positivo l’impianto idrico deve essere ricampionato, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi, dopo aver verificato che le correnti pratiche di controllo del rischio siano correttamente applicate. Se il risultato viene confermato, si deve effettuare una disinfezione e una revisione della valutazione del rischio, per identificare le necessarie ulteriori misure correttive.   In presenza di casi: A prescindere dal numero di campioni positivi,effettuare una revisione della valutazione del rischio ed effettuare una disinfezione dell’impianto,  
Tra 1001 e 10.000 In assenza di casi: -Se meno del 20% dei campioni prelevati risulta positivo l’impianto idrico deve essere ricampionato, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi, dopo aver verificato che le correnti pratiche di controllo del rischio siano correttamente applicate. Se il risultato viene confermato, si deve effettuare una revisione della valutazione del rischio, per identificare le necessarie ulteriori misure correttive.   -Se oltre il 20% dei campioni prelevati risultano positivi, è necessaria la disinfezione dell’impianto e deve essere effettuata una revisione della valutazione del rischio, per identificare le necessarie ulteriori misure correttive. L’impianto idrico deve essere ricampionato, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi.   Si raccomanda un’aumentata sorveglianza clinica, in particolare per i pazienti a rischio. Evitare l’uso dell’acqua dell’impianto idrico per docce o abluzioni che possano provocare la formazione di aerosol.   In presenza di casi: A prescindere dal numero di campioni positivi, è necessario effettuare la disinfezione dell’impianto e una revisione della valutazione del rischio, per identificare le necessarie ulteriori misure correttive. L’impianto idrico deve essere ricampionato dopo la disinfezione, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi  
Superiore a 10.000 Sia in presenza che in assenza di casi, l’impianto deve essere sottoposto a una disinfezione (sostituendo i terminali positivi) e a una revisione della valutazione del rischio. L’impianto idrico deve essere ricampionato, almeno dagli stessi erogatori risultati positivi.  
 

A proposito dei campionamenti va poi evidenziato quanto indicato a proposito della modalità di ricerca di legionella attraverso il Real Time PCR, ossia il metodo di analisi della presenza di legionella attraverso la ricerca del suo DNA.

Il vantaggio principale di tale metodo consiste nell’ottenere gli esiti delle analisi in tempo reale, in modo da poter intervenire a tempo debito dove risultasse necessario.

Le linee guida però evidenziano come, non esistendo ad oggi un metodo per il raffronto tra le analisi effettuate con questo metodo e quelle effettuate col metodo colturale classico, la quantificazione dovrà sempre essere determinata con quest’ultimo, poiché il Real Time PCR potrà tuttalpiù dare indicazioni significative sull’assenza del batterio e non sulla sua presenza, non potendo discriminare tra i microorganismi vivi e quelli morti.

(agg. 7 maggio 2015)