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Materiali e oggetti che possono essere utilizzati a contatto con l’acqua destinata al consumo umano

  • 29 Febbraio 2016

D.M.174 del 06.04.2004

A seguito dell’Art. 9 del D. L.vo 2 febbraio 2001 n. 31 relativo alla Assicurazione di qualità del trattamento, delle attrezzature e dei materiali, è stato pubblicato il DM 06.04.2004 n. 174 (che va anche sotto il nome di “lista positiva”) concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano.

In particolare, possono essere utilizzati a contatto con le acque destinate al consumo umano i metalli, le loro leghe ed i rivestimenti metallici elencati nell’allegato I, i materiali a base di leganti idraulici compresi quelli in cui sono contenuti costituenti organici, gli smalti porcellanati, le ceramiche ed il vetro elencati nell’allegato II, le materie plastiche, le gomme naturali e sintetiche elencate rispettivamente nell’allegato IIIa e IIIb con i relativi metodi analitici di migrazione descritti nell’allegato IIIc, a condizione – per tutti – che la loro composizione ed i livelli di impurezze ammesse rispettino quanto previsto nel corrispondente allegato.

L’allegato IV, infine, descrive gli elementi costitutivi del dossier da presentare per la richiesta di inserimento nella lista di un nuovo materiale.

Proprio per fornire informazioni sull’entità delle cessioni dei materiali metallici in opera, il Ministero della Salute, nell’ambito di un progetto di ricerca nazionale, ha incaricato l’Istituto Superiore di Sanità, nella fattispecie il Reparto “Igiene delle Acque Interne”, di effettuare uno studio con la partecipazione di acquedotti e laboratori pubblici delle Agenzie Regionali Protezione Ambiente (ARPA), rappresentativi delle proprie regioni di appartenenza.

Lo studio, oltre a fornire risposte sull’entità della problematica dovuta alle cessioni di elementi metallici (cromo, ferro, nichel, piombo, rame, zinco) all’acqua, doveva, nella volontà del Ministero della Salute, fornire anche indicazioni sulle procedure di campionamento dell’acqua che fossero rappresentative della assunzione media settimanale degli elementi metallici citati.

Dalle prime valutazioni statistiche si è osservato che il prelievo casuale del campione di acqua al rubinetto dell’utente è quello che si avvicinava maggiormente al quesito posto. Rimane comunque da completare la parte statistica per le 6.000 indagini analitiche effettuate su un totale di 3.800 utenze verificate.

A conclusione di questa breve nota, si deve osservare che la comunità scientifica nazionale ed internazionale è sempre di più orientata verso la massima tutela di questo bene prezioso che è l’ acqua destinata al consumo umano, mediante, nella fattispecie, l’uso di prodotti e materiali di qualità in modo da ridurre al minimo possibile la interazione con l’acqua distribuita.

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