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Filtri dissabbiatori: la scelta giusta

  • 10 Aprile 2015

I filtri dissabbiatori, comunemente chiamati filtri a cartuccia o a schermo, sono sostanzialmente dei “contenitori” all’interno dei quali si trova un supporto cilindrico formato da una rete atta a trattenere i corpi solidi, presenti nell’acqua, di dimensioni maggiori o uguali al grado di filtrazione che si sceglie di utilizzare.

I filtri dissabbiatori possono essere di tre tipi, categorizzati a seconda del tipo di pulizia dell’elemento filtrante:

  • manuali: la pulizia viene effettuata smontando il filtro manualmente e provvedendo a pulire l’elemento filtrante. Questa tipologia ha solitamente un basso costo iniziale, ma necessita di un intervento da parte di un operatore, più o meno frequente in base alla qualità dell’acqua;
  • autopulenti semi automatici: per effettuare il ciclo di pulizia è sempre necessario l’intervento di un operatore, ma anziché smontare il filtro si agisce su un comando che innesca un sistema di lavaggio di circa 15-20 secondi.  Questo tipo di pulizia abbatte molto i tempi di manutenzione con un costo iniziale di poco più elevato;
  • autopulenti automatici (DT o DP): sono filtri che si lavano in completa autonomia con una centralina in grado di sostituire l’operatore a meno di interventi più mirati. Si può scegliere con quale tipo di logica far innescare l’automatismo; a “differenza di tempo”, impostando cioè un intervallo di frequenza di lavaggio oppure a “differenza di pressione”, impostando invece un valore di perdita di carico per cui il filtro necessita di essere lavato.

Molte volte il dimensionamento del filtro viene effettuato in base al diametro della tubazione su cui va installato, mentre la scelta del filtro corretto è in funzione della portata dell’acqua da trattare; un filtro ben costruito ha una superficie filtrante idonea a trattare la quantità d’acqua richiesta.

Filtri dissabbiatori