Coronavirus e legionella: i problemi connessi alla chiusura delle strutture

Il nuovo coronavirus non è trasmissibile attraverso l’acqua potabile, ma la chiusura di scuole, impianti sportivi, piscine ed altre strutture accresce indirettamente il rischio di malattie come la legionellosi.

La legionellosi è causata nel 90% dei casi dal batterio Legionella, del quale sono state identificate più di 60 specie diverse suddivise in 71 sierotipi. La legionella è presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana.

Legionellosi: come si trasmette

La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide.

La pericolosità di queste particelle di acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione. Gocce di diametro inferiore a 5µ arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie. Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita.

Fattori di rischio

Fattori predisponenti la malattia sono l’età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche, l’immunodeficienza. Il rischio di acquisizione della malattia è principalmente correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto e al grado d’intensità dell’esposizione, rappresentato dalla quantità di Legionella presente e dal tempo di esposizione.

È inoltre importante la virulenza e la carica infettante dei singoli ceppi di Legionella, che, interagendo con la suscettibilità dell’ospite, determinano l’espressione clinica dell’infezione. Malgrado il carattere ubiquitario di Legionella, la malattia umana rimane rara; i tassi d’attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%.

L’acqua stagnante infatti aumenta il rischio di infestazioni da legionella e la diffusione di altri microrganismi, gli impianti di acqua potabile che rimangono temporaneamente inutilizzati devono essere risciacquati accuratamente.

Raccomandazioni

Aprire ogni tre giorni i rubinetti degli edifici che rimangono inutilizzati. 

I rubinetti andrebbero aperti uno dopo l’altro, preferibilmente da quello più vicino al punto d’ingresso dell’acqua a quello più distante, per almeno 30 secondi. La pompa che assicura la circolazione dell’acqua deve rimanere in funzione.

Inoltre si sconsiglia di disattivare il riscaldamento dell’acqua: il raffreddamento potrebbe infatti causare perdite nei collegamenti delle tubazioni.

Soltanto in casi eccezionali, si dovrebbe verificare se l’impianto dell’acqua potabile dell’edificio può essere disattivato completamente o parzialmente e se la pompa di circolazione può essere spenta.

Una simile procedura deve tuttavia essere realizzata in accordo con il gestore della rete idrica e in presenza di un installatore di impianti sanitari.

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